La crisi e i rifiuti…?
I rifiuti diminuiscono? …e perchè dovrebbe essere una nota negativa?
Non sappiamo nemmeno noi con che spirito annunciare che secondo il raffronto con gli stessi mesi dello scorso anno, il volume totale dei rifiuti pare in leggero calo.
Ma secondo gli e sperti non è nè merito della differenziata nè dei cittadini piu ligi, ma della crisi. Meno spese, meno consumi men rifiuti..
Ai lettori lo spirito del giudizio.
SISTRI – Il 1 giugno 2011 si avvicina

Il SISTRI (acronimo di Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) è nato nel ‘lontano’ 2009 grazie ad un iniziativa del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare in un ampio quadro di modernizzazione per permettere l’informatizzazione dell’intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani per la regione Campania. Dopo gli attuali e precedenti periodi di test l’entrata in vigore definitiva dovrebbe avverarsi tra pochi giorni: il 1 giugno 2011!
Il Sistema ha come obbiettivo la semplificazione delle procedure riducendo i costi sostenuti dalle imprese e gestendo il tutto con garanzie di maggiore trasparenza e prevenzione dell’illegalità.
È questo il motivo per cui è stato realizzato il sistema SISRI, affidato poi al Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente.
Per un approfondimento ecco i riferimenti normativi del proggetto: Riferimenti normativi
L’isola dei rifiutiRecycled island

Il Pacific Trash Vortex prima, l’isola di rifiuti nell’Atlantico poi. Un avvistamento dopo l’altro e si scopre che i nostri oceani sono pieni di spazzatura. Ed è da queste tristi scoperte che hanno preso spunto gli architetti olandesi della WHIM architecture per progettare Recycled Island: l’isola riciclata. Per il momento si tratta soltanto di un’idea e il progetto non è stato ancora realizzato, ma qualora i disegni del gruppo olandese dovessero trovare una reale applicazione, ci potremmo trovare ad abitare su un’isola di rifiuti.
Un’isola sulla con abitazioni sostenibili, strade, piazze e aree coltivabili sita nella zona settentrionale dell’oceano Pacifico, dove la presenza dei rifiuti galleggianti è più massiccia.
I rifiuti sarebbero suolo, e poi materiale da costruzione e poco verrebbe prodotto, molto riutilizzato riducendo così i consumi legati alla produzione e al trasporto.
Il progetto della Recycled Island è stato presentato per la prima volta al Lost & Found di Amsterdam ma necessita l’intervento e la collaborazione delle più diverse figure professionali per poter essere realizzato in modo da non essere spazzato via dal primo uragano di passaggio. Servono oceanografi che conoscano bene le acque e le correnti, chimici che studino il riciclo della plastica, ingegneri che progettino la costruzione dell’isola… altrimenti si rischia la fine della Spiral Island, l’isola artificiale realizzata nel 1998 e progettata da Richard Sowa che voleva in questo modo ridurre il problema della presenza invadente dei rifiuti in mare. Si trattava di un’isola artigianale, composta da bottiglie di plastica tenute insieme da compensato e bambù, distrutta dall’uragano Emily nel 2005.

Recycled island is a research project on the potential of realizing a habitable floating island in the Pacific Ocean made from all the plastic waste that is momentarily floating around in the ocean.
The proposal has three main aims; Cleaning our oceans from a gigantic amount of plastic waste; Creating new land; And constructing a sustainable habitat. Recycled island seeks the possibilities to recycle the plastic waste on the spot and to recycle it into a floating entity. The constructive and marine technical aspects take part in the project of creating a sea worthy island.
The main characteristics of the island are summarized:
1. Realized from the plastic waste in our Oceans. This will clean our Oceans intensely and it will change the character of the plastic waste from garbage to building material. The gathering of the plastic waste will become a lot more attractive.
2. The island is habitable, where it will have its value as land capturing and is a potential habitat for a part of the rising amount of climate refugees.
3. The habitable area is designed as an urban setting. Nowadays already half of the World population lives in urban conditions, which has a huge impact on nature. The realization of mixed-
4. The island is constructed as a green living environment, from the point of view of a natural habitat. The use of compost toilets in creating fertile ground is an example in this.
5. It is a self sufficient habitat, which is not (or hardly) depending from other countries and finds its own resources to survive. The settlement has its own energy and food sources.
6. The island is ecologic and not polluting or affecting the world negatively. Natural and non polluting sources are used to let the island exist in harmony with nature.
7. The size of the floating city is considerable in relation to the huge amount of plastic waste in the Ocean. The largest concentration of plastic has a footprint the size of France and Spain together. Starting point is to create an island with the coverage of 10.000Km2. This is about the size of the island Hawaii.
8. The location is the North Pacific Gyre, where at this moment the biggest concentration of plastic waste is discovered. This is geographically a beautiful spot North-




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