29 gennaio riparte l’operazione “Il mare d’inverno” per pulire le spiagge italiane

Domenica 29 gennaio 2012, riparte l’operazione “Il mare d’inverno”. I volontari dell’associazione ambientalista Fare Verde saranno impegnati a pulire le spiagge italiane per ricordare a tutti che l’inquinamento dei litorali è un problema che esiste per dodici mesi all’anno e non solo durante il periodo estivo quando la spiaggia viene “utilizzata” per le vacanze.
L’iniziativa di Fare Verde ha l’obiettivo di riportare al centro dell’attenzione la necessità di ridurre i rifiuti e riciclarli più possibile. Le discariche devono essere considerate l’ultima soluzione possibile per i rifiuti che non si riescono a eliminare o riciclare. Nuovi inceneritori, in un ciclo virtuoso dei rifiuti, sarebbero addirittura inutili. (continua…)
Animali che muoiono in gruppo, nella natura la risposta
Animali che muiono in gruppo, vere e proprie stragi apparentemente inspiegabili, i tempi lenti delle autopsie per individuare le cause, che danno modo alla notizia di ingigantirsi come la valanga che rotola a valle. La mancanza della diffusione delle spiegazioni e dei chiarimenti da parte dei media, una volta che il “mistero” sia stato scientificamente chiarito. Il tentativo di sfruttare, sempre da parte dei mezzi di comunicazione di massa, quel senso di minaccia e insicurezza, di morbosa curiosità, che porta lettori alle pagine dei giornali e spettatori ai notiziari.
Vero è che, solo nel Nord America, negli ultimi 8 mesi si sono verificate almeno 95 morti di massa rilevate dal Servizio Geologico degli Stati Uniti. Ma è vero anche che ogni anno, negli Stati Uniti, si verificano 163 casi del genere.
Non dimentichiamo inoltre la grande moria di anatre che nel 1996 interessò la zona di confine tra USA e Canada, la micosi che dal 2006 colpisce i pipistrelli americani indebolendoli e provocandone quindi il risveglio anzitempo dal letargo in cerca di cibo, fatto che risulta fatale per i piccoli mammiferi. E poi, ancora, balene e delfini morti in Australia tra il 2008 e il 2009, i pellicani nel Messico nel 2009, le api che dal 2006 in America muoiono in percentuali altissime rispetto agli anni precedenti. Disastri ambientali, eventi naturali, fatti eccezionali, preoccupanti certo, ma raramente “misteri”.
In Australia si diventa ricchi vivendo “green”

Scegliere di andare a piedi o in bici non è mai stato più conveniente. Parte alle Norfolk Island nel Pacifico australiano, la prima carbon bank personale.
Alle Norfolk Island, nel Pacifico australiano, partirà dal 2011 la prima carbon bank personale. In pratica, le unità di carbonio si trasformeranno in valuta e, in base al virtuosismo dei 3.000 residenti dell’ex colonia penale, verrà loro versato un corrispettivo sulla carta di credito tramite cui potranno pagare benzina ed elettricità.
Se saranno frugali nel consumo di energia non rinnovabile, scegliendo di andare a piedi o in bici al posto dell’auto (a meno che non sia elettrica), potranno riscattare il loro credito presso la banca. Ogni anno la quota di unità di carbonio verrà ridotta, rendendo sempre più caro uno stile di vita ad alte emissioni.
Non saranno esenti dall’operazione nemmeno i 30.000 turisti che, ogni anno, sbarcano sull’isola; all’arrivo infatti riceveranno anch’essi la speciale carta di credito.
Il progetto, che ha la durata di tre anni e per il quale sono stati investiti quasi 300.000 euro, è stato sviluppato da Garry Egger, docente di medicina dello stile di vita alla Southern Cross University, e nonostante sia basato sull’adesione volontaria, si prevede una buona percentuale di aderenti, considerando l’incentivo economico.
Inoltre, secondo Egger, oltre a combattere il climate change, in questo modo si spinge a un miglioramento dello stile di vita degli individui: «Se le persone usano la propria energia fisica per muoversi – ha detto – ne beneficerà anche la loro salute».





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