Ambiente: protocollo d’intesa per affermare l’eco-golf

Golf e mondo ambientalista insieme in difesa della natura. Dopo una lunga gestazione è stato siglato a Roma il protocollo d’intesa tra la Federgolf e le associazioni Wwf, Legambiente, Fai e Federparchi, volto a promuovere una sinergia in favore dell’eco-golf con ricadute positive anche sulla riqualificazione ambientale delle periferie.
In base all’accordo, la Federgolf si impegna a sostenere una serie di pratiche virtuose nei circoli affiliati: dalla salvaguardia del paesaggio e dell’assetto idrogeologico alla tutela della biodiversità, dalla riduzione dell’uso di fertilizzanti e fitofarmaci al risparmio di acqua ed energia. Il punto, infatti, non è solo creare nuovi impianti in base a criteri di ecosostenibilità, ma anche vigilare sui campi esistenti e lavorare per riqualificarli.
Altra priorità è avvicinare i cittadini al mondo del golf, considerato uno sport elitario. Per riuscirci sono al vaglio alcune proposte, come il birdwatching nei campi, su cui è aperto un canale di dialogo con la Lipu, e l’idea lanciata dal Fai per l’istituzione di una giornata di golf a porte aperte.
Fonte www.tafter.it
Elica lancia K: la rivoluzione del wellness sta in una mano

FABRIANO – Si chiama semplicemente K l’ultimo prodotto proposto sul mercato dal Gruppo Elica ed è destinato al benessere personale e delle persone che ci circondano.
Si tratta di un sistema rivoluzionario che, grazie alle dimensioni tascabili ed all’alta efficienza, garantisce una vita sociale ed affettiva più serena.
K, alimentata a batteria, utilizza tutta la tecnologia del Gruppo Elica ed è ideale per eliminare tutti gli spiacevoli odori che spesso ci disturbano nella vita quotidiana a partire dal fumo di sigaretta per giungere a tutte le applicazioni possibili. (continua…)
Gioielli contemporanei Eco-Style
EMANUELA BERGONZONI

Destruttarare è l’incipit creativo che ha dato vita alla collezione di gioielli in argento Day After Collection. In particolare la geometria perfetta del cilindro viene sottoposta a un forte crash che ne cambia l’aspetto. Questa operazione rende la sottile lastra del cilindro più resistente,le pieghe che si formano diventano punto di forza .
Il nuovo oggetto non ha solo preso vigore nell’impatto violento, le increspature risultanti gli conferiscono una estetica morbida e sensuale, non banale.
A questo punto è evidente che il nome dato alla collezione prende spunto dalla sua lavorazione
ay After ,è nell’ immaginario dell’artista il giorno dopo l’impatto, il nuovo oggetto diventa ai suoi occhi una fenice risorta : il cambiamento è necessario e doloroso ma il risultato è sempre migliore dell’originale ,forza e bellezza si armonizzano nella nuova vita.

“ Ho voluto ripensare alla materia metallica –spiega l’artista- e trattarla come un tessuto prezioso, morbido, duttile . Non più lastra fredda ma caldo drappeggio piegato con le mie mani.”
Questo passaggio è fondamentale per apprezzare il lavoro di Emanuela Bergonzoni, durante la realizzazione del gioiello c’è sempre l’intervento diretto dell’artista ,non è uno stampo , non interviene la macchina a rendere tutto uguale e asettico, gli elementi che compongono il gioiello sono trattati singolarmente dalle mani dell’artista , fino ad ottenere il risultato voluto.

L’imput artistico alla base della collezione Day After è l’idea di scarto creativo . Si parte dalla forma perfetta , nel nostro caso un cilindro di metallo , il quale viene pressato in un imbutitore ( parallelepipedo di acciaio tornito), fino a dimezzarne l’altezza , ripiegandosi su se stesso forma delle pieghe , che diventano l’elemento estetico caratterizzante dell’oggetto gioiello. Successivamente questi nuovi elementi dalla forma imprecisata vengono tagliati ,saldati e assemblati per realizzare tutte le variabili possibili della collezione .
Questo iter produttivo soddisfa due esigenze , la prima estetica , creare un design che potesse nella sua riproducibilità essere sempre diverso e appagare la naturale necessità di molti di possedere un gioiello veramente esclusivo , di indossare qualcosa di creato apposta per lui , qualcosa a cui affezionarsi, qualcosa di valore.

Il secondo bisogno è di carattere etico , la tecnica dell’imbutitura del metallo è a basso impatto ambientale , in antitesi alla microfusione con cui viene prodotta tutta la gioielleria odierna . L’imbutitura è un procedimento semplice e diretto , impiega l’energia elettrica, e si pone in contrapposizione a un iter, quello della microfusione , lungo e complesso.
L’inquinamento primario della microfusione deriva dalla fusione di grandi quantità di metallo , le alte temperature sprigionano calore impattando negativamente sul riscaldamento globale . Secondariamente sfrutta materie prime, lo smaltimento delle quali crea sempre problemi, un esempio su tutti , il sale di silicio contenuto nei gessi usati per gli stampi è un materiale cancerogeno.

I gioielli in argento della scultrice Emanuela Bergonzoni rappresentano la sintesi di ricerca sulle forme e sulle tecniche di lavorazione dei metalli.
Oggi la collezione chiamata Day After , si presenta con monili moderni e dinamici ,volumi e forme di grande impatto visivo, dal design mediterraneo : linee morbide prive di spigoli, capaci di sprigionare forza e vitalità grazie all’energia infusa durante il processo creativo. Volendo coniare uno slogan : veri gioielli con un cuore ecologico.





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