Animali che muiono in gruppo, vere e proprie stragi apparentemente inspiegabili, i tempi lenti delle autopsie per individuare le cause, che danno modo alla notizia di ingigantirsi come la valanga che rotola a valle. La mancanza della diffusione delle spiegazioni e dei chiarimenti da parte dei media, una volta che il “mistero” sia stato scientificamente chiarito. Il tentativo di sfruttare, sempre da parte dei mezzi di comunicazione di massa, quel senso di minaccia e insicurezza, di morbosa curiosità, che porta lettori alle pagine dei giornali e spettatori ai notiziari.

Vero è che, solo nel Nord America, negli ultimi 8 mesi si sono verificate almeno 95 morti di massa rilevate dal Servizio Geologico degli Stati Uniti. Ma è vero anche che ogni anno, negli Stati Uniti, si verificano 163 casi del genere.

Non dimentichiamo inoltre la grande moria di anatre che nel 1996 interessò la zona di confine tra USA e Canada, la micosi che dal 2006 colpisce i pipistrelli americani indebolendoli e provocandone quindi il risveglio anzitempo dal letargo in cerca di cibo, fatto che risulta fatale per i piccoli mammiferi. E poi, ancora, balene e delfini morti in Australia tra il 2008 e il 2009, i pellicani nel Messico nel 2009, le api che dal 2006 in America muoiono in percentuali altissime rispetto agli anni precedenti. Disastri ambientali, eventi naturali, fatti eccezionali, preoccupanti certo, ma raramente “misteri”.